LE ABITUDINI DEGLI ANTICHI ROMANI

Come vivevano i cittadini comuni nella vita di tutti i giorni? Cosa facevano? Quali erano i loro svaghi?.



Le abitudini e le tradizioni degli antichi romani erano spesso legate al loro essere superstiziosi.
Il detto svegliarsi con il piede sbagliato ha origine da un' usanza dagli antichi romani, che essendo molto superstiziosi dovevano necessariamente per iniziare bene la giornata poggiare per scendere dal lettto per primo proprio il piede giusto, ossia il destro.
La maggior parte degli antichi romani non avendo l'acqua corrente in casa non si lavavano appena alzati ma avevano l'abitudine di lavarsi prima di pranzo, nelle terme o nei bagni pubblici.
I romani non si tagliavano la barba da soli affidandosi al Tonsor che era il barbiere di quel tempo ma la maggior parte dei romani preferiva farsi crescere la barba per evitare tagli e sfregi che erano molto frequenti.


Rasoi antichi

"Antico rasoio romano"


Il tonsor eseguiva anche trattamenti ringiovanenti, tintura dei capelli e la cura del viso.
Sempre per supersitizione appena usciti di casa in base agli incontri che avrebbero fatto si sarebbe capito come sarebbe andata la giornata.
Di solito prima dell’ora del bagno c’era l’ora del gioco a palla il trigon, un gioco che ricordava lontanamente il gioco del calcio con tre giocatori.
Per le donne romane c'erano le ornatrices le odierne parrucchiere ed estetiste, che si occupavano di acconciare, truccare e anche depilare.


Trigor

I romani amavano fare festa e sicuramente non mancavano le occasioni visto che ne avevano circa centottanta in un anno.
Verso la metà di Febbraio gli antichi romani celebravano il passaggio dall’inverno alla primavera attraverso la ricorrenza pagana dei Lupercali così chiamata perché dedicata a Luperco.
La commemorazione si svolgeva nella grotta del Lupercale, nei pressi del Palatino, dove secondo la leggenda il pastore Faustolo aveva trovato Romolo e Remo allattati dalla lupa.
Dal 13 al 21 Febbraio si celebravano i defunti tramite la celebrazione dei Parentaliain mentre la festività di Saturnalia ricordava un po’ il nostro natale.



Saturniala


Il 14 marzo si celebrava la primavera allontanando dalla città un vecchietto ricoperto di pelli che veniva chiamato Mamurio Veturio e che simboleggiava l’anno passato.
Gli antichi romani consumavano tre pasti principali jentaculum, prandium e coena, ma i meno abbienti spesso mangiavano una sola volta al giorno.
La stanza della cucina non aveva una vera importanza nella struttura delle domus, poteva essere posizionata ovunque essendo un locale ad uso della servitù.
Gli schiavi passavano molto tempo in cucina per preparare leccornie e manicaretti per i propri padroni.
Il vino che bevevano i romani era molto annacquato e di qualità piuttosto scadente.
Per questo il vino veniva preparato in vari modi e spesso lo dolcificavano con miele e spezie.
Durante la Roma imperiale il vino puro era considerato una bevanda immorale e licenziosa e quindi una donna di buon costume poteva consumarlo solo con il consenso del padre famiglia.
Le cantine romane si chiamavano tabulatum ed erano locali freschi adatti anche alla conservazione di alcuni alimenti.
Il cavolo e olio d'oliva dai romani erano considerati alimenti in grado di curare praticamente tutte le malattie, disturbi intestinali e di stomaco, oltre che per abbassare la febbre.
I bar dell’epoca romana erano le Popine, ed erano formati da grossi banconi in pietra che contenevano delle anfore murate all'interno che consentivano al cibo e al vino di conservarsi fresco.
Il mercato era un vivace punto di incontro dove i contadini e i pescatori arrivavano ogni giorno per vendere i propri prodotti.
In città i carri trainati da animali per il trasporto delle merci potevano circolare solo di notte, gli spostamenti delle persone ricche avvenivano con le lettighe e le selle gladiatorie.



Lettiga


Al di fuori delle mura urbane si poteva viaggiare in carri e calessi, per le brevi passeggiate si utilizzavano carri a due ruote con cocchiere piuttosto agili, se invece si aveva del bagaglio a seguito si utilizzavano carri a quattro ruote trainati da muli o cavalli.
Per i lunghi spostamenti c’erano poi le carrucae dormitoriae, mentre per le sole merci si utilizzavano dei carri più robusti con le ruote piene e ferrate.

Carrucae dormitoriae