LA FINTA PROSPETTIVA DEL BORROMINI

La Galleria del Borromini si trova a palazzo Spada in piazza Capo di Ferro.


La finta prospettiva della Galleria del Borromini si trova a palazzo Spada in piazza Capo di Ferro nel Rione Regola.
La Galleria Spada espone pitture del XVI e XVII secolo ed è ospitata nell'omonimo palazzo che è famoso anche per la sua facciata, e proprio per la falsa prospettiva del Borromini di cui parleremo.
Passando nel cortile del Palazzo in prossimita' dell'ingresso principale a sinistra si puo' ammirare la galleria con la prospettiva che raggiunge il piccolo giardino di melangoli.


La galleria prospettica del Borromini


La finta prospettiva è stata creata per dare a chi l'osserva l'illusione che la galleria sia lunga circa 35 metri, mentre in realtà è lunga solo 8,82 metri.
L'illusione è dovuta al fatto che il soffitto scende dall'alto verso il basso mentre il pavimento fatto di mosaici sale.
Anticamente in fondo sula parete era disegnato un affresco che raffigurava una pianta che accentuava il senso prospettico.
Attualmente sul fondale si trova una statuetta di un guerriero di epoca romana.


La galleria prospettica del Borromini


La galleria fu costruita tra il 1652 e il 1653, da Borromini, con il supporto di Padre Giovanni Maria da Bitonto dell'ordine di Sant'Agostino.
La Galleria è stata voluta da Bernardino Spada che attribuiva a questa galleria il significato dell'inganno morale e dell'illusione delle grandezze terrene.
La galleria presentava degli affreschi di Giovanni Battista Bagni, che pero' in seguito furono sostituiti da un colonnato.
Negli anni quaranta del ventesimo secolo la Galleria Spada fu chiusa, per poi essere riaperta nel 1951 grazie all' interessamento del sovrintendente delle Gallerie di Roma Achille Bertini Calosso e grazie all'impegno del direttore del museo Federico Zeri.


La galleria prospettica del Borromini


Furono recuperate la maggior parte delle opere disperse durante la guerra e vennero ricreate quattro sale ridando l'aspetto originale al museo.
La maggior parte delle opere esposte deriva dalla collezione di Bernardino Spada e da altre collezioni, tra cui quella di Virgilio Spada.
Dal Dicembre 2014 e' passata in gestione al Polo Museale del Lazio dopo essere stata acquistata dallo Stato Italiano.