IL MATTATOIO DI TESTACCIO

La nascita del mattatoio di Testaccio a Roma fino ai giorni nostri.



Sotto il pontificato di Leone XII si dedice di costruire un Mattattoio pubblico a ridosso delle Mura Aureliane ed il progetto venne affidato all’architetto Giovanni Battista Martinetti.
L’estensione totale dell’area era pari a 13241,80 mq, di cui 3650mq coperti da fabbricati.
L’impianto del mattatoio e del mercato del bestiame era composto dagli uffici, da due macelli e da stalle per la sosta del bestiame.
Con questo progetto l’amministrazione pontificia avvia un sensibile miglioramento e controllo delle condizioni igieniche di Roma, anche se ancora non era prevista la macellazione dei suini e degli ovini che avveniva all’interno degli esercizi privati.
Nel 1868 l’amministrazione comunale decide di trasferire nel mattatoio pubblico le lavorazioni di tutte le carni destinate al mercato alimentare.
Venne incaricato Gioacchino Ersoch di studiare un progetto di ampliamento e di sistemazione del mattatoio e dell’ampliamento del mercato e delle stalle.
Con il Piano Regolatore del 1873 di Alessandro Viviani, viene redatto un progetto di massima per la nuova sistemazione del mattatoio e del mercato prevista tra il Monte Testaccio e le Mura Aureliane.
Tra il 1888 e il 1891 Gioacchino Ersoch progetta e dirige la costruzione del nuovo Mattatoio di Testaccio, mentre il vecchio impianto realizzato a Piazza del Popolo viene dismesso.


Mattatoio di Testaccio

Il progetto di Ersoch si articola su una superficie di 106.664 mq circa, e prevede uno stabilimento di mattazione diviso dal Campo Boario che era il luogo dove venivano custoditi gli animali prima di essere avviati al macello e dove si effettuavano le contrattazioni tra i mercanti di bestiame.
I lavori del complesso iniziano nel maggio del 1888 con la costruzione delle prime strutture e prosegue con la sistemazione del Mercato.
Tra il mattatoio e il mercato viene collocato l’edificio per il controllo del peso del bestiame.
Sia nel mercato che nel mattatoio erano presenti gli uffici della Direzione, mentre nell’area del Mercato c' era anche una trattoria, un ufficio per i contratti, la posta, il telegrafo, i locali per le guardie di sorveglianza e quelle del dazio.


Progettto del mattatoio

"Progetto del mattatoio di Trastevere."


Durante il cantiere vengono realizzati anche un passaggio attraverso le Mura Aureliane, lo scalo alla ferrovia, i muri di perimetro e la selciatura dei percorsi.
Il complesso che viene inaugurato il 1° dicembre del 1891.
Con l’adeguamento delle attività di macellazione durante gli anni successivi in alcuni padiglioni ci sono state modifiche radicali, con demolizioni di partizioni, accorpamenti di nuovi edifici.
Dopo la dismissione degli impianti, nel luglio 1975, il complesso sarà destinato a diverse funzioni e sara' al centro di un ampio dibattito sulle ipotesi di recupero delle vecchie strutture.
L’amministrazione capitolina riutilizza i vecchi padiglioni per ospitare la Città delle Arti con spazi polivalenti dedicati alla cultura e alla formazione tecnica e artistica, tra i quali il Macro, il Dipartimento di Architettura, l’Accademia di Belle Arti, la Scuola popolare di musica di Testaccio

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Mattatoio di Testaccio

Con il progetto della Città delle Arti si avvia anche il recupero degli edifici dell’ex Mattatoio concessi dall’amministrazione capitolina all’Università degli Studi Roma Tre.
Nel 2000 la Facoltà di Architettura è stata la prima istituzione pubblica ad insediarsi nel Mattatoio dopo la sua dismissione.
Nel 2010 e' stata realizzata la biblioteca che dispone di più di 90 posti di lettura.
Tre nuovi padiglioni nel 2013 sono stati completamente ristrutturati e attrezzati con grandi aule, laboratori, uffici e spazi destinati agli studenti.
Ancora ad oggi nei locali rimasti liberi si alternano eventi ed associazioni culturali.