Il quadro motorizzato di rubens e la Madonna vallicelliana

Il quadro motorizzato di rubens per custodire l'antica icona della Madonna vallicelliana.


Nel maggio del 1600 il noto pittore Sir Pieter Paul Rubens decise di andare in Italia alla ricerca dei grandi maestri per arricchire il suo bagaglio artistico.
A Venezia, il Rubens incomincio' a studiare le tecniche di artisti come Tiziano, Veronese e Tintoretto.
In seguito il duca di Mantova, gli affido' l’incarico di pittore di corte e solo un anno dopo Rubens fu spedito a Roma.



Il quadro motorizzato di Rubens

Ed e' proprio a Roma che ha la possibilita' di arricchire le sue conoscenze e le sue abilità, osservando il lavoro di Michelangelo e di Raffaello.
Nella Capitale ha la possibilità di esaminare i lavori del Caravaggio e cominciare a realizzare alcune sue opere.



Il quadro motorizzato di Rubens

Qualche anno più tardi Rubens accetta la proposta di decorare l’abside della Chiesa di Santa Maria in Vallicella.
Questa chiesa e' conosciuta anche come Chiesa Nuova ed e' poco distante da via Giulia e Campo de’ Fiori.



Il quadro motorizzato di Rubens

Rubens doveva realizzare una tela di grandi dimensioni, un dipinto ad olio su tavola di ardesia che oltre ad abbelire l'altare doveva coprire un’altra immagine, ma non definitivamente.
L'immagine da custodire al suo interno era un’antica icona, la Madonna vallicelliana, un’immagine che aveva sanguinato miracolosamente in passato e che doveva essere protetta dal deterioramento.
Ancora oggi durante la messa del sabato sera, il sacerdote a fine funzione fa scendere l’ovale di Rubens per mostrare “la magia“.